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I POMODORI DI CAMPONUOVO

POM

Quando l’ignoranza incontra la stupidità

C’era una volta, al margine di un torrente, una piana fitta di alberi e cespugli e c’erano a contornarla tanti massi, disposti a formare un grande rettangolo, quasi una recinzione, forse a difesa di un villaggio, o per trattenere animali. Ad uno del vertici c’era come una capanna, ma fatta di grandi e pesanti lastroni; nel tempo, qualcuno l’aveva “imbrattata” con muretti di pietre e mattoni, ma ben si vedeva ancora la sua singolare e massiccia struttura. Era un dolmen, un esempio di quelle costruzioni megalitiche che così rare sono in Valbormida. Al suo interno uno spazio angusto, un tempo lastricato: forse un riparo, forse un luogo sacro. Ne parla anche lo studioso Carmelo Prestipino. Io amo pensare che in quel luogo ci fosse un villaggio neolitico, che qualche migliaio di anni fa, finita ormai da tempo l’ultima glaciazione, una piccola tribù di uomini vestiti di pelli vi abbia trovato un sito propizio ad una vita stanziale, vicino all’acqua, con tanto foraggio per una pur piccola mandria di bovidi o un gregge di pecore. Oggi il boschetto è scomparso ed il dolmen è quasi sepolto da sconci riporti di terre e detriti. Un alberello rimane a proteggerlo con la sua ombra, ma dell’antico villaggio più nulla. Sono spariti i massi che delimitavano il sito, le “mura” dei nostri più lontani antenati: indifferenti pale meccaniche li hanno accumulati da un lato, e materiali estranei li hanno sepolti.“Son tütte préie”, hanno detto i locali, “non sono che sassi”. Oltre non c’è che degrado: cumuli di riporti per formare un argine e una grande buca che poco a poco prende forma per ospitare un maligno laghetto dove ingannare inconsapevoli trote. Là in fondo i resti dell’antico castello osservano muti e indignati. Ma che importa se la memoria di un tempo profondo è scomparsa? C’è già il “carpodromo” poco più a monte, con tanti pesci affamati in attesa di un subdolo pasto, per l’acefalo diletto di chi con ferocia dilania i labbri di creature che, in cerca di cibo, cadono nell’inganno dell’uomo e, una volta agganciate, vengono ributtate in acqua per un nuovo agguato. Ma si sa, i pesci non gridano e poi si dice che sia “pesca sportiva”. Per me altro non è che autentica, crudele idiozia. Eppure in qualche modo resiste la memoria del dolmen: per una qualche resipiscenza … culturale hanno dato il suo nome ai laghi della stupidità.

Anonimo della Valbormida (documento reperito in un sito internet)

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Ecco alcuni filmati girati, da Ugo G., negli anni a Camponuovo

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Attenzione !ATTENZIONE !

29/09/2017 (60.mo e ultimo anniversario)

mario

60...I giovani e pimpanti sposini, sempre ancora innamorati, Colette e Mario Bertolotto hanno festeggiano 60 ..anni di matrimonio. La comunità di Camponuovo ha augurato loro giorni felici. Ed il nostro amore! PERO' ORA SAPPIAMO CHE NON FESTEGGERANNO PIU' IL 61° ANNO PERCHE' A GENNAIO 2018 COLETTE HA LASCIATO IL SUO MARIO ED E' ANDATA AD ASPETTARLO IN CIELO DOVE, SIAMO SICURI, CONTINUERANNO A TENERSI SOTTOBRACCIO PER SEMPRE.

Da Sergio abbiamo saputo della SCOMPARSA di Colette la moglie di Mario Bertolotto. Sembra che sia caduta e così è stata trovata esanime. Mario è all'ospedale e si pensa che ancora non sappia dell'accaduto. Il nostro dolore e il cordoglio più sincero giunga in Francia mentre la commozione, lo sgomento, pesa su tutto Camponuovo. Ciao Colette sarai sempre con noi! (Gennaio 2018)

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SIGNORI, ANNO DOMINI 2011, CLAUDIA SI E' LAUREATA !

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Ecco la copertina della TESI

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COSTELLAZIONE DEL CIGNO

ABBIAMO IL "CIGNO", SU CAMPONUOVO!

di Alessandro Gunnella (Camponuovo)

Per vederla nelle limpide notti d’estate, basta alzare la testa guardando esattamente sopra noi stessi, la si riconosce immediatamente dalla forma e dalla brillantezza delle stelle che la compongono.

cigno
Cigno2

Mi sono interessato a questa costellazione quasi per caso leggendo su fonti scritte e su internet mentre facevo una ricerca di lavoro, preso dalla curiosità ho cercato di approfondire l’argomento scoprendo così che queste costellazione è legata in qualche modo ai popoli della liguria, più precisamente alle tribù dei “ ligures “ che abitavano anche le nostre zone in tempi pre-romani. Ho potuto effettivamente constatare che durante il periodo estivo il Cigno è molto ben visibile nel limpido cielo notturno che abbiamo il privilegio di avere a Camponuovo, grazie all’assenza di inquinamento sia luminoso che atmosferico. Anche per queste pccole cose come l’osservazione del cielo ritengo valga la pena il vivere in un posto, si un po’ isolato e freddo d’inverno, dove però la dimensione umana ha ancora i suoi valori. -- -- Alessandro ------------->

 

La costellazione del cigno è visibile nelle notti d’estate nell’emisfero settentrionale e pe la sua forma viene anche chiamata la CROCE DEL NORD ( in contrapposizione alla più conosciuta Croce del Sud presente nell’emisfero meridionale).

Il corpo principale è formato da 5 stelle, di cui una doppia, che sono

  • DENEB - α ( alfa )cygni -  il nome deriva dall’arabo Dhànab-al-‘Ukàb che significa “Coda del Cigno”,
  • ALBIREO - β ( beta )cygni - deriva dall’arabo Minqàr-al-Dajàja ovvero “ Becco di Gallina”, è una stella doppia,
  • GIENAH -  ε ( eta )cygni -  dall’arabo Janàh ovvero “Ala”,
  • SADR  - γ (gamma) cygni -  dall’arabo §adr ovvero “Busto”,
  • RUKH - δ ( delta )cygni -  dall’arabo Al-Fawàris ovvero “Il Cavaliere”.

Come si evince dai nomi delle stelle che la compongono era conosciuta fino dall’antichità da Arabi, Greci, Latini. Bellissima da leggere è la narrazione del Mito di Fetonte di Ovidio – libro secondo delle Metamorfosi – che narra dell’epica nascita della costellazione (sotto il passo citato)

..…A questo prodigio assistette il figlio di Stènelo, Cicno,
che legato a te, Fetonte, per sangue materno, ancor più
lo era per vincoli d'affetto. Abbandonato il potere
(governava il popolo dei Liguri e le loro grandi città),
stava riempiendo di lamenti le correnti dell'Erìdano,
le sue verdi sponde e le sue selve infittite da quelle sorelle,
quando la voce gli si affievolì, sotto candide piume
scomparvero i capelli, sporgendo dal petto si protese
il collo, una membrana congiunse le dita rossicce, due ali
vestirono i fianchi e un becco smussato sostituì la sua bocca.
E Cicno diventa un insolito uccello che, memore dei fulmini
scagliati con crudeltà da Giove, diffida di lui e del cielo:
cerca gli stagni, i laghi aperti e, detestando il fuoco,
sceglie come dimora i fiumi, che sono l'opposto delle fiamme…..

Per vederla  nelle limpide notti d’estate, basta alzare la testa guardando esattamente sopra noi stessi, la si riconosce immediatamente dalla forma e dalla brillantezza delle stelle che la compongono.

L’immagine 1 rappresenta la costellazione così com’è vista in astrologia (oroscopo) e riprende il racconto epico di Ovidio
Per gli appassionati ed i curiosi, osservando il cielo vedranno quanto è raffigurato nell’immagine 2 riportata sotto
CIGNO3
immagine 2

Mi  sono interessato a questa costellazione quasi per caso leggendo su fonti scritte e su internet mentre facevo una ricerca di lavoro, preso dalla curiosità ho cercato di approfondire l’argomento scoprendo così che queste costellazione è legata in qualche modo ai popoli della liguria, più precisamente alle tribù dei “ ligures “ che abitavano anche le nostre zone in tempi pre-romani. Ho potuto effettivamente constatare che durante il periodo estivo il Cigno è molto ben visibile nel limpido cielo notturno che abbiamo il privilegio di avere a Camponuovo, grazie all’assenza di inquinamento sia luminoso che atmosferico. Anche per queste pccole cose come l’osservazione del cielo ritengo valga la pena il vivere in un posto, si un po’ isolato e freddo d’inverno, dove però la dimensione umana ha ancora i suoi valori.-       
Alessandro
Gunnella (Camponuovo)